Self Check-in e sicurezza: le nuove conferme del Consiglio di Stato

22.11.2025


Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha riportato l'attenzione su un tema fondamentale per chi gestisce case vacanze e affitti brevi: la procedura di Self Check-in.

Molti host, per comodità, utilizzano cassette di sicurezza o tastierini numerici per permettere l'ingresso agli ospiti a qualsiasi ora. Tuttavia, la sentenza conferma un principio cardine del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza): la sicurezza pubblica prevale sulla libertà economica.

Ecco i 3 punti essenziali da conoscere per non rischiare sanzioni:

  1. L'Identificazione è obbligatoria: Non è possibile consegnare le chiavi (o il codice d'accesso) senza aver prima identificato con certezza l'ospite. L'automatismo totale, che scavalca il controllo dei documenti, è illegittimo.

  2. Niente anonimato: L'obbligo di comunicazione delle schedine alloggiati alla Questura (entro 24 ore o immediatamente per soggiorni di una notte) richiede dati certi. Il gestore è responsabile dell'identità di chi entra.

  3. Come fare il Self Check-in oggi? Il Self Check-in non è vietato in assoluto, ma è vietato farlo senza verifica. Se non potete accogliere l'ospite di persona, dovete utilizzare sistemi digitali certificati che richiedano l'invio del documento e il riconoscimento facciale (o metodi equivalenti) prima di sbloccare l'apertura della porta.

In sintesi: La tecnologia aiuta, ma non può sostituire gli obblighi di legge. Se gestite un immobile, assicuratevi che la vostra procedura di ingresso garantisca l'identificazione certa dell'ospite per evitare pesanti conseguenze legali.

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